FIABE E RACCONTI ILLUSTRATI 2005: A tavola! – menzione per il testo

 

A TAVOLA! – menzione per il testo
di Eliana Deborah Langiu, Torino

– A tavola, Linda, sta arrivando la minestra! –
– La mineeestra?! Ancooora?! –
– Hai ancora il raffreddore, e la minestra reintegra –
– I sali minerali, lo so, lo so –
La bambina si siede a tavola, appoggia i gomiti sulla tovaglia e il visino tra le mani. Sente gli odori della cucina e dei cibi succulenti che la mamma e il papà  mangeranno quando lui sarà  tornato dal lavoro.
– E poi perché devo mangiare da sola? –
– Solo finché non ti passa tutto, va bene? Devi riposarti… –
La mamma passa e le accarezza i capelli, poi prende le posate: forchetta, cucchiaio e cucchiaino. Cucchiaino?!?
– No, anche la mela cotta, no. –
– Ma se ti piaceva così tanto! –
– Era l’anno scorso. –
La mamma torna in cucina e Linda ne approfitta per allontanare il cucchiaio sgarbatamente.
– Se non ci fossi tu, certo non me la farebbero mangiare quella minestra: Bleeeeeeh! –
– Sta un po’ attenta. –
– Che? –
– E non ti credere che a me piaccia tuffarmi in quella roba rovente! –
– Mamma il cucchiaio parla! –
– Sì, cara, e cosa dice? –
– Che non vuole entrare nella roba rovente –
– Ma no, al cucchiaio piace, è fatto apposta. –
Il cucchiaio si scuote nervosamente, Linda lo
– Mamma, il cucchiaio ha gli occhi! –
– Hm-m. –


– Smettila di dirle le cose, e poi ho anche una bocca, sennò come ti parlerei, furbona?! E non starmi così appiccicata, che mi appanni! –
– Come ti chiami? –
– Secondo te?! –
– Certo che sei scorbutico! –
– Provaci tu a passare la vita ad essere immerso in sostanze più o meno liquide ad una temperatura da ustione, e poi vedrai quanto puoi essere socievole!sono il Signor Cucchiaio, comunque. –
– E io sono Linda, piacere. –
– A quanto pare nemmeno a te piace la minestra, però. –
– La odio, è sempre caldissima, mi sbrodolo e mi scotto. E la pastina, soprattutto le stelline che si attaccano in fondo e non riesco mai a mangiarle tutte. –
– Dillo a me, ogni volta per staccarmele di dosso devo stare in immersione per ore! –
– Perché non mi avevi mai parlato? –
– Be’, ancora non mi avevi preso a spintoni, così, per il quieto vivere no, sta arrivando! –
La mamma porta in tavola la scodella con la minestra.
– E questa volta, le stelline, mangiale tutte! –
La mamma torna in cucina, e Linda e il Signor Cucchiaio si guardano.
– Capito? Mangiale tutte! Come se fosse colpa mia! –
– Ma perché non chiedi un’altra pastina? –
– La mamma dice che la minestra sembra triste e con le stelle viene voglia di mangiarla di più. –
– Che se la mangi lei, allora. –
– Non è tanto semplice, sono piccola e non mi ascolta nessuno. Pensa che odio la torta al caffè e tutti gli anni per il mio compleanno cosa fa la nonna? La torta al caffè. –
– Almeno si tratta di episodi isolati, per me invece –
– Dai, la lascio raffreddare un pochino prima di immergerti. –
– Grazie. E se puoi magari evitare di raschiarmi con i denti, sai, mi sento vibrare tutto dentro e mi dà  fastidio. –
– D’accordo. –
– Oppure potresti mangiare le stelline con la forchetta e bere poi il brodo dalla scodella senza usarmi, per una volta! –
– Ma… cucchiaio, non è possibile mangiare le stelline con la forchetta, scivolano via! –
– Non c’è speranza… –
– Su, magari con un po’ di fantasia ti sembrerà  di tuffarti nel cielo e vedere le stelle –
– Non cercare di fregarmi con le storielle della mamma: io le stelle le vedo perché è bollente! –
– Cercava solo di aiutarti… –
– Eccola, figurati se non doveva metterci i denti! –
– Forchettma parli anche tuâ –
– E’ naturale, perché mai dovrebbe parlare solo lui. E si lamenta, si lamenta –
– Ma tu ti chiami proprio forchetta? –
– Certo, come dovrei chiamarmi, secondo te? –
– E’ che se lui si chiama cucchiaio –
– SIGNOR Cucchiaio, prego. –
– …SIGNOR cucchiaio –
– C-ucchiaio, con la C maiuscola. –
– Ma come hai fatto a –
– Lascia stare, è un brontolone. Va avanti piccola. –
– Insomma, se lui si chiama SIGNOR C-ucchiaio e tuâ Forchetta come fate a riconoscervi fra tutti? Ci sono un sacco di posate, nel cassetto! –
– Certo, ma ognuna è diversa, ognuna ha la sua storia, i suoi graffi e piccole personalissime imperfezioni. I nomi sono solo una vostra convenzione –
– Convinzione? –
– Convenzione comodit. –
– Linda, con chi stai parlando? –
– Niente, sto giocando con le posate. –
– Lo sai che non si gioca a tavola, vero? –
La mamma accarezza la testolina di Linda che la guarda col cucchiaio in mano, stretto tra le dita.
– E non hai ancora cominciato a mangiare: lo sai che fredda non è buona! –
– Ma così è troppo calda, mamma. –
– Ti fa bene, calda. –
– Non se mi scotto la lingua, come sempre. –
– Basta fare attenzione e soffiare. –
La mamma si siede e soffia sulla minestra. Il SIGNOR Cucchiaio vede con orrore tutto quel vapore muoversi e sa che non la scamperà  per molto. Vorrebbe scappare nel cassetto, ma la bimba lo tiene troppo stretto e non riesce a scivolarle di mano. Se solo riuscisse a cadere potrebbe nascondersi sotto un mobile… la forchetta scuote la testa, se così si può chiamare, è inutile, gli dice a voce bassa, bassissima, è il nostro destino.
– Dai Linda, facciamo un gioc –
– No, mamma, quello del cielo e delle stelline cadute nel piatto, no. –
– Non vuoi nemmeno contarle? –
– No-ooo! –
– E va bene, allora facciamo l’aeroplano, come faceva la nonna con la mamma quando era piccolina… lascia il cucchiaio, sennò non possiamo volare nella boccuccia di Linda! –
La mamma le strappa di mano la posata e il SIGNOR Cucchiaio si vede costretto a fare una parabola da capogiro attraverso la tavola, vede tutta la stanza girare, la mamma lo sta guidando verso la minestra ancora caldissima, ma lui non può vederla, perché lo tiene a faccia in su e può solo sentire il calore avvicinarsi, avvicinarsi, avvicinarsi
– No mamma lui sente ma –
– ammmmm! Brava, Linda! Hai fatto atterrare l’aeroplano nell’hangar! –
Linda ha la bocca piena di brodo e di stelline, fa solo in tempo a vedere la forchetta che ride a crepapelle per l’espressione assolutamente contrariata del SIGNOR Cucchiaio, prima che la mamma lo rituffi nella minestra per una serie di cucchiaiate infinite.
Che barba, la minestra!

Ultimo aggiornamento

27 Settembre 2022, 10:34

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